Parco naturale delle Prealpi Giulie

Storia


Il Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie ed il suo Ente gestore sono stati istituiti il 30.09.1996 dalla L.r. 42.

Questo però è stato solo l’ultimo atto di un cammino durato oltre due decenni. Di un’area protetta nelle Prealpi Giulie si è infatti iniziato a parlare negli anni ’70 ed il primo riscontro concreto può essere trovato nel Piano Urbanistico Regionale Generale del 1978 quando viene identificata e cartografata un’ampia zona compresa fra Gemona del Friuli, Taipana e la Val Resia destinata ad ospitare uno dei più grandi parchi regionali (il Piano ne prevedeva ben 11).

Negli anni ’80 il dibattito nell’intera regione fra fautori ed oppositori dei parchi è molto acceso. Questo, nonostante l’approvazione nel 1983 della prima legge quadro regionale in materia, determina un complesso avvio nell’istituzione di aree protette e continui ritocchi dei perimetri proposti.

Il Parco delle Prealpi Giulie, sensibilmente ridotto rispetto alla sua iniziale dimensione, comincia ad operare verso la fine degli anni ’80 pur senza una formale istituzione. Viene in parte gestito da un Comitato di coordinamento fra cinque comuni (Chiusaforte, Moggio Udinese, Resia, Resiutta e Venzone) che svolge attività di promozione, educazione ambientale e sistemazione di vecchie casere finalizzata all’accoglienza degli escursionisti.

Sono anni in cui si cerca ripetutamente di dotarsi di un Piano di Conservazione e Sviluppo senza peraltro mai approdare alla sua approvazione definitiva.

L’inizio degli anni ’90 vede riaccendersi il dibattito in regione sulle aree protette che porta nel 1996 all’approvazione di una nuova Legge denominata “Norme in materia di parchi e riserve naturali regionali”.

Tale provvedimento segna la definitiva nascita ed ufficializzazione del Parco con le caratteristiche che ancora oggi possiede prendendo atto dell’ingresso nel suo perimetro di una porzione di territorio del comune di Lusevera.

L’accordo di programma del 1999 fra la amministrazione regionale ed i 6 comuni interessati indica le linee guida per la programmazione dei primi anni di vita dell’Ente parco che da quel momento assume la piena operatività che gli consentirà di gestire tutte le attività ed iniziative che ancora caratterizzano l’area protetta.

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