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IL GIPETO RICOMPARE SUL PARCO NATURALE DELLE PREALPI GIULIE

La reintroduzione del gipeto nelle Alpi

Il progetto gipeto è uno dei progetti di conservazione di maggior successo al mondo. Dopo l’estinzione della specie sulle Alpi, avvenuta all’inizio del secolo scorso, l’impegno e la partecipazione di numerosi Paesi, Istituti di ricerca e aree protette ha consentito di riportare il mitico avvoltoio sulle Alpi. La metodologia utilizzata è stata del tutto originale; utilizzando le coppie ancora presenti in qualche centro e alcuni zoo per farle riprodurre e liberare i giovani nati. Un progetto iniziato negli anni ’70 del secolo scorso e che ha richiesto un enorme impiego di mezzi e conoscenze, con metodi scientifici innovativi e sperimentali. I successi ottenuti hanno consentito di liberare i primi 4 gipeti nati in cattività nel 1986 nel Parco Nazionale degli Alti Tauri. Da quell’anno oltre 450 gipeti sono stati liberati in diversi siti di rilascio sulle Alpi. La prima riproduzione si ottiene in Francia nel 1997, una importante conferma delle validità dei metodi utilizzati. Di anno in anno il numero delle coppie aumenta, la popolazione attuale ha superato le 110 coppie territoriali con oltre 400 individui che volano sull’arco alpino. Le aree maggiormente interessate sono le Alpi centrali e occidentali, in particolare in corrispondenza dei grandi parchi alpini. Sulle Alpi orientali la sua presenza è meno diffusa e legata a una quindicina di coppie in Austria. Si cerca di migliorare la situazione in questo settore alpino continuando a liberare gipeti anche in Germania dal 2021, nel Parco nazionale di Berchtesgaden.

Il gipeto nelle Alpi e Prealpi Giulie

Nonostante la vicinanza delle coppie nidificanti nel Parco Nazionale degli Alti Tauri il gipeto compare ancora raramente in Friuli Venezia Giulia. Sono note una trentina di osservazioni, riguardanti tuttavia individui che si fermano solitamente solo per pochi giorni, con maggior preferenza per le Alpi Giulie e le Dolomiti Friulane.

Diverse osservazioni e i dati raccolti con la telemetria satellitare testimoniano la presenza nella zona del Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie. Nel 2011 sono state fatte varie osservazioni sul massiccio del Monte Canin. Il 15.05.2016 i forestali Podorieszach e Remondini osservano un immaturo in alimentazione con vari grifoni in Rio Resartico. Dal dicembre 2023 al gennaio 2024 un giovane gipeto liberato nel Parco di Berchtesgaden (Nepomuk) nel 2023 rimane a lungo nell’area spostandosi tra la zona del Montasio ed il Parco con successive visite alle Alpi Carniche.

In questi giorni il gipeto ha fatto di nuovo la sua comparsa nell’area del Parco. Il 30.10.2026 infatti una escursionista austriaca, Gabriele Steppan, fotografa sulla cresta Monte Plagne – Monte Guarda un giovane liberato sempre a Berchtesgaden nel giugno 2026. Questo individuo ha marcature e un GPS che documentano tutti i suoi spostamenti: in ottobre si sposta dal parco bavarese verso le Alpi austriache per poi spostarsi verso il Parco nazionale del Triglav e arrivare sul Canin. Segue la cresta del M. Guarda e successivamente si dirige sui Musi, dove rimane in questi giorni, con spostamenti verso il Plauris e il Monte Cjampon.

Gipeto giovane ph. Fulvio Genero

ph. Fulvio Genero

Le prospettive future

La presenza di questi individui rappresenta un fattore di grande importanza che, si spera, possa portare a un insediamento futuro del gipeto anche nella nostra regione. La presenza del mitico avvoltoio rappresenta un fatto di grandissimo rilievo conservazionistico e naturalistico e anche una responsabilità per cercare di ridurre, come è già stato fatto in numerose aree alpine, minacce e pericoli che potrebbero ostacolare la sua presenza (varie forme di disturbo) se non addirittura rappresentare fattori di tossicità e mortalità (veleni, saturnismo). Determinante, come dimostrato dalla distribuzione della specie sulle Alpi e dal suo successo riproduttivo, la presenza di grandi parchi e aree protette a livello transfrontaliero che garantiscono buone popolazioni di ungulati selvatici, continuità ecologica, maggior controllo e minori fattori di rischio come veleni, saturnismo, bracconaggio, disturbo di origine antropica.

Non solo gipeti: gli avvoltoi in Friuli Venezia Giulia

Gli avvoltoi sono ben rappresentati nella Regione Friuli Venezia Giulia dalla specie grifone. Sicuramente favorevole e importante in tal senso è il lavoro effettuato, dal Comune di Forgaria nel Friuli e dalla Cooperativa Pavees, nella Riserva naturale regionale del Lago di Cornino che ha consentito di creare condizioni adatte ed un ambiente favorevole alla presenza di questa specie. I grifoni sono una straordinaria realtà che si può apprezzare oramai in tutte le aree montane della regione con varie colonie di nidificazione che sono le uniche sull’intero arco alpino. Questi grandi veleggiatori rappresentano un fattore di attrazione importante anche per altre specie di avvoltoi che si avvantaggiano della loro presenza per la ricerca delle fonti alimentari sul territorio e l’individuazione di aree di volo e di sosta sicure.

A seguire i progetti sugli avvoltoi in regione è il faunista Fulvio Genero che oltre a collaborare con il Parco naturale delle Prealpi Giulie e la Riserva naturale del Lago di Cornino fa parte della VCF (Vulture Conservation Foundation) che gestisce e coordina tutti le iniziative su tali specie a livello internazionale.